
VERBANIA
CINA E TIBET: I DIRITTI NEGATI

A Verbania la CISL svela i segreti del “miracolo cinese”
La sala Rosmini era gremita all’inverosimile quando il Segretario Generale della CISL Piemonte Mario Scotti ha aperto i lavori del convegno “Cina e Tibet,i diritti negati : l’azione del movimento sindacale internazionale per l’affermazione dei diritti umani e sindacali”.
Militanti sindacali e religiosi, amministratori locali e rappresentanti della società civile, tantissimi giovani sono accorsi per approfondire le ragioni di un “miracolo” costruito sulle indicibili sofferenze dei lavoratori e dei democratici cinesi , sullo sfruttamento delle risorse naturali dei paesi illegalmente occupati.
Scotti ha voluto sottolineare il valore storico dell’unificazione del movimento sindacale internazionale che d’ora in poi avrà uno strumento formidabile di pressione sugli organismi internazionali per globalizzare la solidarietà ed i diritti. In particolare ha evidenziato l’impegno della nuova Confederazione Sindacale Internazionale ad indagare sul dumping economico e sociale cinese che minaccia seriamente interi settori delle nostre economie e già provoca la perdita di milioni di posti di lavoro.
Luca Caretti,della Segreteria del VCO, presentando la serata aveva anche ricordato il sempre maggior peso della Repubblica Popolare Cinese nell’economia globalizzata ed i conseguenti danni provocati da una concorrenza sleale basata sullo sfruttamento illimitato delle lavoratrici e dei lavoratori cinesi.
Una situazione insostenibile che presuppone una sistematica violazione dei diritti umani e sindacali ;una totale assenza di democrazia che consente anche al governo di Pechino di stroncare sul nascere ogni forma di protesta politica e sociale.
Tra i testimoni intervenuti Lan Ning, praticante del movimento spirituale Falun Dafa.
Una platea esterrefatta ha ascoltato con commozione le sue rivelazioni , rivelazioni troppo spesso taciute dalla nostra stampa,
Il suo intervento infatti ha descritto la vera e propria persecuzione di cui è oggetto il movimento che si richiama alle grandi tradizioni spirituali della Cina .
Detenzioni arbitrarie,tortura e deportazione ,espianto di organi ai detenuti nei gulag costellano appunto la storia recente di un movimento che il regime intende soffocare con ogni mezzo.
Thupten Tenzin , Presidente della Comunità Tibetana in Italia,ha invece stigmatizzato l’emarginazione sociale e politica dei nativi e la sistematica distruzione del patrimonio artistico e culturale tibetano da parte degli occupanti.
Il Professor Vincenzo Rizzo, dell’associazione verbanese Incontri Italiani, si è quindi soffermato sulla persecuzione dei cattolici e dei protestanti che osano sfidare la repressione del regime comunista per affermare la libertà religiosa e difendere le comunità cristiane dalle ingiustizie inflitte da un potere cieco alle istanze di milioni di diseredati.
Claudio Tecchio,dell’Ufficio Internazionale della CISL Piemontese e coordinatore della Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano, ha chiuso la serata lanciando un accorato appello alla mobilitazione contro un regime che già oggi rappresenta una seria minaccia per la sicurezza di molti paesi.Tecchio ha così invitato i presenti a sottoscrivere la Petizione Popolare, indirizzata ai Presidenti di Camera e Senato,che chiede al Governo Italiano di farsi promotore di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che condanni il colonialismo cinese e consenta ai tibetani di esprimersi con un referendum sul futuro status dei territori illegalmente occupati.
Foto della manifestazione
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