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Penpa Tsering giura per un secondo mandato alla guida dell’Amministrazione Centrale Tibetana

Penpa Tsering giura per un secondo mandato alla guida dell’Amministrazione Centrale Tibetana
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DHARAMSHALA – Penpa Tsering è stato ufficialmente confermato per un secondo mandato come Sikyong — la massima carica politica dell’Amministrazione Centrale Tibetana (CTA), il governo tibetano in esilio — durante una cerimonia solenne svoltasi questa mattina nel cortile del Tsuglagkhang, alla presenza di Sua Santità il XIV Dalai Lama.

Fonte: Tibet.net

Già alla guida del 16° Kashag (il gabinetto dell’Amministrazione Centrale Tibetana), Penpa Tsering assume ora la leadership del 17° Kashag dopo la recente rielezione. Nella fase preliminare delle elezioni generali tibetane ha ottenuto il 61,025% dei voti; un risultato che, in base alle norme elettorali vigenti, lo ha esentato dalla necessità di affrontare il turno finale, garantendogli l’elezione diretta come sesto Sikyong scelto democraticamente — ruolo un tempo noto come Kalon Tripa.

Il nuovo esecutivo raccoglie l’eredità di una lunga tradizione di governo che affonda le sue radici nel sistema del Kashag, in vigore da oltre 275 anni. L’attuale Amministrazione Centrale Tibetana, già conosciuta come Governo Tibetano in Esilio, fu istituita dopo l’occupazione del Tibet da parte dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose personalità internazionali e rappresentanti politici provenienti da diversi Paesi. Tra gli ospiti di rilievo figurava una delegazione parlamentare britannica trasversale ai principali partiti, composta dai deputati Chris Law, Kerry McCarthy, Wera Hobhouse e Alicia Kearns. Presenti anche rappresentanti dell’America Latina, tra cui parlamentari di Cile ed El Salvador, e una delegazione indiana, a testimonianza del sostegno internazionale alla causa tibetana.

Dal lato tibetano erano presenti esponenti delle istituzioni giudiziarie, parlamentari, membri dell’amministrazione, oltre a rappresentanti della società civile, studenti delle scuole tibetane dell’area di Dharamshala e numerosi cittadini.

L’evento si è aperto con l’ingresso del Dalai Lama e l’esecuzione degli inni nazionali tibetano e indiano. Dopo una benedizione rituale pronunciata dai monaci del monastero Namgyal, si è svolto il momento centrale della giornata: il giuramento ufficiale di Penpa Tsering, amministrato dalla Commissaria Capo della Giustizia tibetana, Yeshi Wangmo.

Al termine del giuramento d’ufficio e di riservatezza, la sala ha accolto il Sikyong con un lungo applauso. Penpa Tsering ha quindi reso omaggio al Dalai Lama con le tradizionali prostrazioni e l’offerta del mandala, accompagnata dai simboli auspiciosi del corpo, della parola e della mente del Buddha.

Nel suo discorso inaugurale, pronunciato in tibetano e in inglese, il leader tibetano ha illustrato la visione del nuovo Kashag davanti a un pubblico eterogeneo composto da autorità, sostenitori internazionali e membri della comunità tibetana.

La cerimonia è stata arricchita da esibizioni culturali di giovani studenti tibetani, un richiamo simbolico all’impegno delle nuove generazioni nel preservare lingua, tradizioni e patrimonio culturale tibetano, oggi messi alla prova da sfide sempre più complesse.

Gli ospiti internazionali hanno colto l’occasione per congratularsi con Penpa Tsering per la riconferma, esprimendo sostegno al nuovo governo nel suo impegno per una soluzione pacifica della questione Tibet-Cina e per il benessere delle comunità tibetane in esilio.

Nel corso degli interventi è stato ribadito il sostegno alla lotta del popolo tibetano per la libertà, la giustizia e la tutela della propria identità culturale, linguistica e religiosa. Più volte è stata sottolineata anche la resilienza della comunità tibetana nel preservare il proprio patrimonio nonostante le crescenti difficoltà.

Ampio spazio è stato dedicato alla figura del Dalai Lama, definito dalle delegazioni presenti una guida morale e spirituale di riferimento a livello globale, il cui insegnamento continua a ispirare iniziative per la pace, il dialogo interreligioso, i valori umani universali e la diffusione della compassione.

Non sono mancate, infine, le critiche alla situazione dei diritti umani in Tibet. Diversi ospiti hanno espresso forte preoccupazione per le politiche attribuite al governo della Repubblica Popolare Cinese, accusato di limitare l’uso della lingua tibetana, restringere le pratiche religiose tradizionali e interferire nella tradizione buddhista tibetana del riconoscimento delle reincarnazioni religiose, incluso il delicato tema della successione spirituale del XIV Dalai Lama.

La cerimonia si è conclusa con un discorso di ringraziamento di Penpa Tsering, che ha chiuso una giornata all’insegna della continuità politica, della diplomazia internazionale e dell’affermazione dell’identità tibetana.

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