Sono profondamente addolorato dalla devastante notizia dell'autoimmolazione di Lobga Rangzen (Lobsang Palden) davanti alla sede delle Nazioni Unite a New York City il 2 luglio 2026. In un videomessaggio pubblicato poche ore prima, aveva chiarito che questo sacrificio estremo era stato compiuto per la causa nazionale tibetana.
Pur onorando la sua dedizione, la vita umana è preziosa e deve essere preservata affinché possa servire alla lotta a lungo termine per il Tibet. A nome dell'Amministrazione Centrale Tibetana (CTA), esorto sinceramente tutti i tibetani a custodire e proteggere la propria vita.
Il genocidio in corso all'interno del Tibet e l'entrata in vigore della draconiana "Legge sull'Unitа Etnica e il Progresso" il 1º luglio sono ciò che ha spinto Lobga Rangzen-la a questa tragica decisione. Egli si unisce ad almeno 157 tibetani all'interno del Tibet che hanno sacrificato la propria vita per richiamare l'attenzione della comunità internazionale sulla brutale repressione subita sotto il dominio cinese.
Le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia di Lobga Rangzen-la, ai suoi amici e all'intera comunità tibetana. A nome della CTA e del popolo tibetano, prometto solennemente che porteremo nel cuore lo spirito di questi sacrifici e lavoreremo instancabilmente affinché non siano stati vani.
Rivolgo un appello urgente ai tibetani in esilio, ai governi del mondo e alle istituzioni internazionali per i diritti umani affinché riconoscano la gravità della crisi in Tibet, si facciano avanti e prendano posizione in questo momento cruciale della nostra storia.
Penpa Tsering
Sikyong
