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Empowerment Giovanile Tibetano. Bolzano, Alto Adige

Empowerment Giovanile Tibetano. Bolzano, Alto Adige
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Bolzano, Alto Adige, Italia: Il Programma di Empowerment Giovanile Tibetano della durata di tre giorni ha avuto inizio il 16 gennaio 2026 presso il Centro di Ricerca Eurac in Alto Adige, riunendo circa 25 giovani partecipanti tibetani provenienti da otto Paesi. Il programma, in programma dal 16 al 18 gennaio, è organizzato congiuntamente dall’Ufficio del Tibet di Ginevra e dal Dipartimento dell’Informazione e delle Relazioni Internazionali dell’Amministrazione Centrale Tibetana, in collaborazione con il Centro di Ricerca Eurac. 

La sessione inaugurale è iniziata alle ore 9:30 nell’auditorium del Centro Eurac, con interventi di relatori di spicco che hanno affrontato questioni cruciali per la comunità tibetana ed esplorato modelli di autonomia e autogoverno.

Il professor Roland Psenner, Presidente del Centro di Ricerca Eurac, ha aperto il programma tracciando parallelismi tra la lotta storica dell’Alto Adige e l’attuale situazione del Tibet. Ha osservato che l’edificio stesso dell’Eurac fu costruito 90 anni fa dai fascisti per promuovere la loro ideologia, in un periodo in cui alla popolazione locale era proibito l’uso della propria lingua e cultura. Il professor Psenner ha assicurato i presenti che il Tibet rimarrà una questione centrale per l’Eurac negli anni a venire.

Thinlay Chukki, Rappresentante di Sua Santità il Dalai Lama presso l’Ufficio del Tibet a Ginevra, ha pronunciato il discorso di benvenuto, sottolineando che il programma rappresenta “il passaggio del testimone da una generazione alla nuova generazione di tibetani”. Ha evidenziato come l’empowerment giovanile sia una priorità assoluta, per garantire che i giovani tibetani siano preparati a portare avanti il movimento per il Tibet. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione critica di un milione di bambini tibetani forzatamente iscritti in collegi di tipo coloniale, dove subiscono l’assimilazione culturale.

Il dott. Gunther Cologna, esperto di Asia meridionale, amico di lunga data del Tibet e co-organizzatore del programma, ha parlato del rapporto trentennale tra l’Eurac e la causa tibetana.

Tenzin Lekshay, Portavoce e Segretario aggiunto del Dipartimento dell’Informazione e delle Relazioni Internazionali, ha spiegato la Politica della Via di Mezzo come una “situazione win-win in cui vengono prese in considerazione le aspirazioni di entrambe le parti”, contrapponendola all’attuale clima geopolitico incentrato su vittorie unilaterali. Ha sottolineato che i tibetani non lottano solo per il Tibet, ma per il miglioramento dell’intero mondo e per la pace mondiale.

In una sessione approfondita, Thinlay Chukki ha affrontato la complessa questione della reincarnazione e della libertà religiosa, concentrandosi sulle strategie di advocacy. Ha sottolineato un punto cruciale: “Non è necessario convincere il mondo che la reincarnazione è reale. È necessario convincere il mondo che i tibetani hanno il diritto di decidere il proprio futuro spirituale”. La sessione ha fornito ai partecipanti un approccio basato sui diritti per rispondere a domande ostili e alle rivendicazioni dello Stato cinese riguardo alla successione di Sua Santità il Dalai Lama.

Le sessioni pomeridiane hanno incluso presentazioni sull’autonomia da parte di Sergei Constantin, che ha trattato questioni concettuali come l’autonomia territoriale e non territoriale, e di Marc Roggla, che ha illustrato il modello di autonomia di successo dell’Alto Adige. L’Alto Adige, dove convivono i gruppi linguistici tedesco, italiano e ladino, ha raggiunto l’attuale status di autonomia attraverso il Secondo Statuto di Autonomia del 1972, offrendo un esempio concreto di autogoverno delle minoranze all’interno di uno Stato sovrano.

Il programma si è concluso con una visita speciale di Sua Eccellenza Arno Kompatscher, Presidente dell’Alto Adige, che ha trascorso quasi un’ora dialogando con i giovani tibetani. Ha risposto a domande sullo status autonomo dell’Alto Adige, sulle sfide affrontate per raggiungere l’autonomia ed ha espresso solidarietà per la situazione del Tibet, offrendo ai partecipanti una testimonianza diretta di una governance autonoma di successo.

In segno di apprezzamento, ai relatori sono state donate tradizionali sciarpe tibetane, copie di “Voice for the Voiceless”, un calendario 2026 che celebra il 90º compleanno di Sua Santità il Dalai Lama e l’autobiografia di Sua Santità il Dalai Lama.

Foto: Eurac Research/Andrea De Giovanni)

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