Dharamshala: In occasione della 66ª Giornata della Democrazia Tibetana, i rappresentanti della leadership e il personale dell’Amministrazione Centrale Tibetana (CTA), insieme a membri delle comunità tibetane, comunità monastiche, studenti e rappresentanti della società civile tibetana di Dharamshala e delle aree circostanti, si sono riuniti presso il Thekchen Choeling Tsuglagkhang per commemorare questa importante ricorrenza.
Ospite d’onore della giornata è stato Wang Dan, sopravvissuto alla repressione di Piazza Tiananmen. Wang, che ebbe un ruolo di primo piano nell’organizzazione del movimento per la democrazia in Cina del 1989, è anche fondatore di Dialogue China.
La cerimonia è iniziata con l’esecuzione degli inni nazionali tibetano e indiano, seguita dall’inno ufficiale della Giornata della Democrazia Tibetana. Il programma è proseguito con la lettura, rispettivamente da parte del Sikyong Penpa Tsering e della Presidente del Parlamento tibetano in esilio Dolma Tsering Teykhang, delle dichiarazioni del Kashag e del Parlamento tibetano in esilio.
Nel suo intervento, l’attivista democratico Wang Dan ha espresso il suo più profondo rispetto per Sua Santitа il Dalai Lama e ha ricordato la recente autoimmolazione del patriota tibetano Lobga Rangzen, che ha nuovamente attirato l’attenzione internazionale su quanto accaduto sull’Altopiano tibetano più di sessant’anni fa. Ha parlato delle conseguenze di quegli eventi, che portarono i tibetani a creare una struttura democratica in esilio, nel quadro della loro continua lotta per la giustizia e la libertà.
Wang ha inoltre sottolineato il progressivo trasferimento delle responsabilità politiche da parte di Sua Santità il Dalai Lama, realizzato attraverso una transizione graduale e una serie di ponderati passaggi. Questo processo ha portato infine la comunità tibetana in esilio a eleggere direttamente il Sikyong e i membri del Parlamento tibetano in esilio.
Mettendo a confronto l’esperienza democratica tibetana con il sistema politico cinese, Wang ha dichiarato: «Il Partito Comunista Cinese si basa sulla violenza, sulle menzogne e sul controllo. La comunità tibetana in esilio, al contrario, si basa sul riconoscimento del proprio popolo, sulla legittimità democratica e su una coalizione delle proprie istituzioni. È evidente che questo sistema democratico ha riunito il popolo tibetano in tutto il mondo», garantendo così che la voce tibetana non venga mai messa a tacere dal governo cinese.
Wang ha inoltre rivelato che gli attivisti cinesi per la democrazia in esilio stanno preparando la costituzione del China Congress, con oltre mille elettori fondatori che hanno già preso parte al processo.
«Speriamo di introdurre pratiche democratiche appartenenti al popolo cinese, accumulare esperienza in vista della futura transizione democratica della Cina e contribuire allo sviluppo costituzionale», ha affermato. Ha aggiunto che il Parlamento tibetano in esilio potrebbe rappresentare un modello prezioso per questo progetto.
Affrontando la carenza di una rappresentanza istituzionale democratica all’interno del movimento democratico cinese, Wang ha affermato che il China Congress potrebbe trarre importanti insegnamenti dall’esperienza democratica tibetana. Ha sottolineato che una futura Cina democratica non dovrebbe mai ripetere le politiche repressive e assimilazioniste del governo comunista cinese. Al contrario, dovrebbe rispettare la religione, la cultura, la lingua e l’identità nazionale tibetane, creando le condizioni per un dialogo rispettoso e paritario.
Wang ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per la Politica della Via di Mezzo dell’Amministrazione Centrale Tibetana.
Nel corso della commemorazione, a due membri del personale della CTA che hanno completato 25 anni di servizio presso l’Amministrazione Centrale Tibetana sono stati consegnati attestati di riconoscimento, in segno di apprezzamento per il loro impegno e la loro dedizione.
A sette candidati al dottorato di ricerca sono stati assegnati 20.000 rupie indiane (₹20.000) ciascuno, in riconoscimento del loro importante traguardo accademico. Dieci studenti tibetani di classe XII che hanno ottenuto i migliori risultati, nelle rispettive sezioni — Scienze, Commercio e Arti — tra gli studenti tibetani in tutta l’India, durante gli esami di fine ciclo, hanno ricevuto il Gaden Phodrang Award. Tra questi, quattro studenti che hanno ottenuto una percentuale pari o superiore al 95% hanno ricevuto anche gli Excellence Awards.
Durante l’evento sono state inoltre presentate diverse nuove pubblicazioni. Tra queste figurano una raccolta di articoli riguardanti l’assenza di legittimità da parte della Repubblica Popolare Cinese a intervenire nella questione della reincarnazione di Sua Santità il Dalai Lama; una raccolta dei discorsi pronunciati da Sua Santità davanti al Parlamento tibetano in esilio; il terzo volume di The Evolution of Tibetan Democracy in Exile (L’evoluzione della democrazia tibetana in esilio); l’opera tradotta dell’ex parlamentare e rappresentante tibetano Lobsang Shastri, intitolata The Chronicle of Tibet’s Foreign Relations and Policy (7th–21st Century) (Cronaca delle relazioni estere e della politica del Tibet dal VII al XXI secolo); e una pubblicazione del Tibet Policy Institute dedicata alla storia delle relazioni tra il Tibet e le nazioni confinanti.
Nell’ambito delle celebrazioni, e con l’obiettivo di promuovere la conservazione e la pratica continuativa della cultura tibetana di fronte alle crescenti difficoltà, gli studenti dell’Upper Tibetan Children’s Village School, della TCV Day School McLeod Ganj, della Gangkyi Petoen School, della Yongling Crиche and Kindergarten e del Tibetan Institute of Performing Arts hanno presentato un programma culturale.